deenly
— calcolatori gratuiti

Software che fa
il lavoro al posto tuo.

Tool che calcolano, ricordano, allertano. Per chi vuole vedere i propri numeri da solo, in tempo reale, senza chiamare nessuno.

Prima di aprire
Decidere con i numeri davanti invece che a sensazione.
Ogni anno
Sapere quanto esce, e quando.
Quando emetti una fattura
I due conti che si sbagliano più spesso.
Quando qualcosa è andato storto
Rimediare costa poco, se ti muovi.
Quando il problema non è più fiscale
Margine, cassa, equilibri, valore: i conti che vengono dopo.
— perché sono fatti così

Ognuno esiste per un errore preciso.

Un calcolatore non serve a dare un numero: quello lo dà anche un foglio di carta. Serve a non far commettere l'errore che quel conto nasconde. Ognuno di questi ne ha uno in mente, e sono tutti errori che abbiamo visto fare.

Dedurre i contributi che non hai ancora versato

Nel forfettario si deducono i contributi versati, non quelli maturati. Al primo anno non se ne versa nessuno, perché l'acconto si commisura all'anno prima e l'anno prima non c'è: chi calcola deducendo l'intero contributo maturato si aspetta un'imposta più bassa di quella che troverà. Il calcolo delle tasse chiede quanto hai versato davvero.

Confrontare i regimi senza le detrazioni

La detrazione per redditi di lavoro autonomo non è una detrazione personale: spetta a chiunque produca quel reddito, e vale fino a 1.265 euro. Ignorarla gonfia l'IRPEF dell'ordinario e sposta il punto di pareggio sempre nella stessa direzione — a ventimila euro di ricavi, del cinquanta per cento.

Credere che i dividendi non paghino contributi

Vero per il socio di puro capitale, falso per chi nella società ci lavora davvero: lì scatta l'iscrizione alla gestione commercianti e l'IVS si paga sulla quota di utile, distribuita o no. È il caso tipico del socio-amministratore di una piccola SRL, cioè di quasi tutti quelli che si pongono la domanda.

Scambiare l'aliquota per la ritenuta

Sulle provvigioni l'aliquota è il 23%, ma si applica a metà delle somme: la ritenuta vera è l'11,5%, e scende al 4,6% per chi si avvale stabilmente di dipendenti. Chi fa il conto con l'aliquota nominale sbaglia del doppio.

Ravvedersi con l'aliquota di oggi

La sanzione base dipende da quando hai saltato la scadenza, non da quando paghi: 25% dal settembre 2024, 30% prima. E gli interessi vanno spezzati per anno solare, perché il tasso legale è passato dal 5% del 2023 all'1,6% del 2026. Due dettagli che a mano si perdono sempre.

— quanto costano

Niente. E non è un'offerta.

Rispondono a domande che si ripetono identiche per migliaia di persone, e automatizzarle costa meno che rispondere una per una. Quello che si paga è il caso che nelle caselle non entra: quando i numeri si toccano fra loro, quando c'è una scelta da fare, quando serve qualcuno che firmi.

Per quello si parte da una conversazione, non da un listino. Scrivici il tuo caso e ti diciamo cosa comporta.

— domande frequenti

Quello che ci chiedono più spesso.

Servono davvero dodici calcolatori?

Rispondono a domande che si presentano in momenti diversi, e nessuno li usa tutti: se ne aprono due o tre, quelli del momento in cui si è. Prima di aprire si decide — quanto devo fatturare per vivere, mi conviene il forfettario, quanto costa il passaggio. Ogni anno si paga, e serve sapere quanto, quando, e se conviene prelevare come compenso o come utile. Quando emetti una fattura ci sono i due conti che si sbagliano più spesso, la ritenuta e lo scorporo dell'IVA. Quando hai saltato una scadenza c'è il ravvedimento. E quando il problema non è più fiscale ma di margine, cassa, equilibrio o valore, ce ne sono quattro che di imposte non parlano affatto. Usarne uno per la domanda sbagliata dà un numero corretto e inutile.

I risultati sono affidabili?

I calcoli seguono le aliquote e i coefficienti vigenti, e sotto ogni strumento trovi le fonti normative di ogni valore con la data di ultimo aggiornamento. Restano stime: non conoscono le tue detrazioni personali, le addizionali del tuo Comune, eventuali altri redditi. Servono a inquadrare un ordine di grandezza e a capire se una decisione va approfondita, non a compilare un F24.

Perché sono gratis?

Perché rispondono a domande che si ripetono identiche per migliaia di persone, e automatizzarle costa meno che rispondere una per una. Quello che si paga è il caso che non entra nelle caselle: quando i numeri si toccano fra loro, quando c'è una scelta da fare, quando serve qualcuno che firmi.

Devo registrarmi?

Non c'è nessun account da creare e nessuna password. Sul calcolatore delle tasse del forfettario il risultato si sblocca lasciando nome e indirizzo: lo strumento resta gratuito, e in cambio dell'email te lo mandiamo anche per iscritto, voce per voce, così te lo rileggi con calma. Su tutti gli altri inserisci i numeri e vedi subito il risultato.

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