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— per chi ha una SRL

La tua azienda paga più del dovuto? Spesso sì, e non per il motivo che pensi.

Non serve una struttura creativa per pagare meno. Servono istituti che l'ordinamento prevede già — marchio, TFM, compenso, rimborsi, welfare — usati con i presupposti giusti. Il problema è che quasi nessuno li usa tutti, e chi li usa spesso li documenta male.

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— il problema vero

Non è che paghi troppo. È che paghi nel modo sbagliato.

Una SRL che chiude con utile versa IRES al 24% e IRAP al 3,9% — quest’ultima al netto della deduzione base di 8.000 €, che sotto i 180.759,91 € di imponibile spetta a tutti. Su quello che resta, se lo distribuisci, arriva una ritenuta a titolo d'imposta del 26%. Fin qui è aritmetica, e non si scappa.

Quello su cui si può intervenire è cosa arriva prima di quel calcolo. Ogni euro che esce dalla società come costo deducibile — un compenso deliberato, un accantonamento TFM, una royalty su un marchio che è davvero tuo, un canone di locazione a valore di mercato — è un euro su cui l'IRES non si applica. La differenza tra due SRL identiche per fatturato sta quasi sempre lì, non nelle aliquote.

E c'è un secondo livello, che è quello dove si perde davvero: la maggior parte delle contestazioni non riguarda se una leva sia legittima, ma come è stata documentata. Un TFM deliberato in ritardo non è illegittimo: è solo deducibile per cassa invece che per competenza, e la leva si spegne da sola.

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Quali leve stai lasciando sul tavolo?

Rispondi sì o no. Alla fine non trovi un numero: trovi l'elenco delle leve che nel tuo caso risultano non sfruttate, con la norma che le regge e l'errore che le fa contestare.

01Il marchio con cui operi è registrato a nome tuo, come persona fisica?
Non della società: proprio intestato a te.
02Se il marchio è tuo, hai un contratto di licenza scritto con un canone stabilito?
03Hai deliberato un TFM, il trattamento di fine mandato dell'amministratore?
04Se il TFM c'è, l'importo è proporzionato al compenso annuo dell'amministratore?
05Prelevi un compenso amministratore deliberato, oltre agli eventuali dividendi?
06Ti interessa che quello che prelevi generi anche contribuzione previdenziale?
Cioè che valga ai fini della pensione.
07Usi i rimborsi chilometrici per le trasferte fatte con l'auto personale?
08Hai attivato piani di welfare aziendale o fringe benefit per te o i dipendenti?
09La società opera in un immobile di tua proprietà personale?
10Negli ultimi due anni qualcuno ha rivisto la struttura dei prelievi nel suo insieme?
Non la singola voce: il quadro completo.
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— le leve, una per una

Cosa sono davvero e dove si sbaglia.

Nessuna di queste è una scorciatoia: sono istituti previsti, con presupposti precisi. Le contestazioni quasi mai riguardano il principio — riguardano la documentazione, ed è per questo che il test qui sopra restituisce anche l'errore tipico di ciascuna.

Marchio concesso in uso alla società

Se il marchio è tuo e lo concedi in uso alla SRL, la società deduce le royalty come costo e tu le incassi come reddito diverso, fuori dalla contribuzione previdenziale. Sull'importo percepito opera inoltre un abbattimento forfettario del 25%, così che l'imponibile scende al 75%. È una delle poche leve che sposta reddito dalla società alla persona senza passare da contributi.

Contratto di licenza del marchio

Senza contratto scritto e canone determinato, la deduzione in capo alla società è indifendibile. La leva esiste solo se è documentata prima, non ricostruita dopo.

TFM — trattamento di fine mandato

Consente alla società di dedurre per competenza un accantonamento annuo, mentre l'amministratore lo tassa solo alla liquidazione, con tassazione separata se ricorrono i requisiti. Sposta carico fiscale nel tempo e riduce l'IRES corrente.

Congruità del TFM

Un TFM proporzionato regge il contraddittorio. Uno sproporzionato viene riqualificato e la deduzione contestata, spesso con sanzioni.

Compenso amministratore

È deducibile per la società e abbatte l'imponibile IRES. Chi preleva solo dividendi paga IRES piena sull'utile e poi il 26% di ritenuta, senza mai usare la deduzione. Spesso il mix batte l'estremo.

Equilibrio tra compenso e dividendi

Se la pensione ti interessa, il dividendo non serve a niente su quel fronte: è remunerazione del capitale e non genera accredito. Il compenso sì. Se non ti interessa, il dividendo è più efficiente e va usato di più.

Rimborsi chilometrici e trasferte

Il rimborso su base ACI è deducibile per la società entro i limiti e non è reddito imponibile per chi lo riceve. È una delle poche uscite che non sconta né imposte né contributi in capo alla persona.

Welfare aziendale e fringe benefit

Somme e servizi che la società deduce e che non concorrono a formare reddito per chi li riceve, entro le soglie previste. A parità di costo per l'azienda, arriva più valore netto alla persona rispetto a un aumento di compenso.

Locazione dell'immobile alla società

Se l'immobile è tuo e la società ci lavora, un contratto di locazione a canone di mercato genera un costo deducibile per la società e un reddito fondiario per te, spesso con una tassazione complessiva più bassa dell'alternativa.

— la parola giusta

Imposte, tasse, contributi: non sono sinonimi.

Nel parlato è tutto «tasse», e anche questo sito scrive «tasse» dove serve farsi trovare, perché è la parola che la gente cerca. Ma quando si decide quanto prelevare e come, tenerle separate cambia la decisione, non solo il lessico.

Il nome che le comprende tutte è tributi. Dentro ci stanno tre cose diverse.

Imposte — non compri niente

Si pagano perché hai prodotto reddito, posseduto un immobile, venduto qualcosa. Non c'è un servizio in cambio e non c'è un ritorno individuale: finanziano la spesa pubblica in generale. IRES, IRPEF, IRAP, IVA e l'imposta sostitutiva del forfettario sono imposte, anche se tutti le chiamano tasse.

Tasse — c'è un servizio dall'altra parte

La tassa in senso proprio si paga a fronte di un servizio pubblico che riguarda te: la tassa sui rifiuti, le tasse di concessione governativa, i diritti di segreteria. Sono la voce più piccola delle tre, ed è curioso che abbiano dato il nome a tutto il resto.

Contributi — sono soldi tuoi, spostati avanti

I contributi previdenziali non finanziano lo Stato in generale: costruiscono una posizione che è intestata a te. Ogni euro versato in gestione separata o alla gestione commercianti finisce nel montante da cui uscirà la pensione. Sono un costo di cassa oggi, ma non sono un prelievo a fondo perduto — e trattarli come «tasse» porta a una decisione precisa e spesso sbagliata.

È il caso di chi preleva tutto come dividendo per non pagare contributi. Il netto immediato è più alto, il conto è corretto, e in cambio quell'anno di anzianità non esiste: il dividendo remunera il capitale, non il lavoro, e previdenzialmente vale zero. Può essere una scelta giusta — a patto che sia una scelta, e non l'effetto collaterale di aver messo tre cose diverse nella stessa parola.

Sul calcolatore dividendi e compenso le tre voci restano separate apposta: si vede quanto va in imposte, quanto in contributi, e quanto di quello che sembra un costo sta in realtà tornando indietro.

— domande frequenti

Quello che ci chiedono più spesso.

Queste leve sono elusive?

No, e la differenza non è sottile. Sono istituti previsti dall'ordinamento — il TFM sta nell'art. 105 del TUIR, la deducibilità del compenso amministratore nell'art. 95, il rimborso chilometrico nell'art. 95 comma 3. Diventano contestabili quando manca il presupposto: un TFM deliberato tardi, un canone di marchio sproporzionato, un rimborso senza foglio di viaggio. Il problema non è quasi mai il principio, è la documentazione.

Perché un quiz invece di un simulatore?

Perché un numero, in questa materia, sarebbe finto. Il risparmio dipende dall'interazione tra leve che si condizionano a vicenda: il compenso alza i contributi ma abbassa l'IRES, il TFM sposta il carico nel tempo, il marchio e la locazione spostano reddito verso la persona. Un simulatore che dicesse «risparmi 14.200 €» sarebbe una promessa senza fondamento. L'elenco di quello che non stai usando, invece, è verificabile.

Da dove si comincia se le leve non sfruttate sono molte?

Quasi sempre dal riequilibrio tra compenso e dividendi, perché è la voce che pesa di più e non richiede atti nuovi. Poi il TFM, che va deliberato con atto di data certa anteriore e quindi ha una finestra temporale precisa. Marchio e locazione vengono dopo, perché richiedono contratti e valutazioni di congruità che vanno costruiti bene la prima volta.

I riferimenti normativi restano validi nel 2027?

Gli articoli citati qui rimandano al TUIR nella versione del DPR 917/1986, che è quella applicabile fino al 31 dicembre 2026. Dal 1° gennaio 2027 subentra il testo unico approvato con il D.Lgs. 117/2026, entrato in vigore il 4 luglio 2026 ma applicabile dall'anno successivo: la sostanza degli istituti resta, cambia la numerazione. Aggiorneremo i riferimenti alla nuova numerazione quando decorreranno gli effetti.

Vale anche per una SRL con più soci?

Le leve sì, ma cambiano gli equilibri. Il compenso va al solo amministratore mentre il dividendo si distribuisce in proporzione alle quote: spostare peso dall'uno all'altro sposta valore tra i soci, e smette di essere una questione fiscale. Con più soci la struttura dei prelievi va decisa insieme, non ottimizzata da uno solo.

— gli altri calcolatori
tutti e 12

Le leve non si attivano una alla volta.

Si condizionano a vicenda: alzare il compenso cambia la convenienza del dividendo, il TFM sposta il carico negli anni, marchio e locazione spostano reddito verso di te. Vanno guardate insieme, una volta l'anno. Scrivici come prelevi oggi e ti diciamo cosa cambieremmo.

Scrivici →Prima calcola compenso o dividendi