Sei in regime forfettario? Allora la ritenuta non ti riguarda: il comma 67 della legge 190/2014 ti esclude, e in fattura va scritto. Se invece stai valutando se il forfettario ti convenga davvero, il conto lo fa il confronto fra regimi, e quanto pagherai lo trovi nel calcolatore delle tasse.
Quello che ci chiedono più spesso.
Sono in regime forfettario: devo subire la ritenuta d'acconto?
No, e questo è l'errore più frequente che si vede in fattura. Chi applica il regime forfettario è escluso dalla ritenuta: il reddito non sconta IRPEF ma un'imposta sostitutiva, e un acconto d'IRPEF su un reddito che non paga IRPEF non avrebbe niente da anticipare. In fattura va scritto che il compenso non è soggetto a ritenuta, richiamando il comma 67 della legge 190/2014. Se il cliente la trattiene lo stesso, quella somma va chiesta a rimborso o recuperata in dichiarazione: fastidio evitabile con una riga di testo.
La ritenuta si calcola anche sull'IVA e sulla rivalsa?
Sull'IVA no, mai: l'IVA non è un tuo compenso, è un'imposta che incassi per conto dello Stato e che riverserai. Sulla rivalsa previdenziale dipende. Il 4% delle casse professionali addebitato al cliente non è compenso e resta fuori dalla base della ritenuta. La rivalsa INPS del 4% della gestione separata invece è considerata parte del compenso e la ritenuta la colpisce: è una differenza che sorprende molti, e nasce dal fatto che la prima è un contributo dovuto alla cassa, la seconda un semplice addebito.
Perché sulle provvigioni l'aliquota è 23% ma mi trattengono l'11,5%?
Perché il 23% non si applica a tutta la provvigione ma solo a metà. L'articolo 25-bis del DPR 600/1973 fissa l'aliquota al 23% su una base del 50%, quindi la ritenuta effettiva è l'11,5% del totale. La base scende al 20% — cioè il 4,6% effettivo — per chi si avvale in via continuativa di dipendenti o terzi, ma non è automatico: serve una dichiarazione al committente, e senza quella si resta all'11,5%.
Chi versa la ritenuta e quando?
La versa il cliente, non tu. È lui il sostituto d'imposta: trattiene la somma, te la sottrae dal bonifico e la versa con F24 usando il codice tributo 1040 entro il 16 del mese successivo al pagamento. A te arriva la Certificazione Unica entro il 16 marzo dell'anno dopo, e quel documento è la prova che l'acconto è stato versato. In dichiarazione lo scali dall'IRPEF dovuta: se hai subito più ritenute di quanto devi, esce un credito.
Quanto devo fatturare per incassarne mille?
Dipende dal caso, ed è per questo che il calcolatore funziona anche al contrario. Con la ritenuta ordinaria del 20% servono 1.250 euro di compenso per incassarne mille. Con le provvigioni all'11,5% effettivo ne bastano circa 1.130. È il conto che serve quando col cliente si concorda un netto invece di un lordo, e farlo a mente porta quasi sempre a fatturare troppo poco.
Ogni valore usato dal calcolatore ha una fonte. Se un provvedimento cambia le aliquote, cambiamo il calcolatore e aggiorniamo questa data.
Dal 1° gennaio 2027 il testo unico delle imposte sui redditi sarà quello approvato con il D.Lgs. 117/2026, che sostituirà il DPR 917/1986: i riferimenti agli articoli del TUIR indicati qui sotto verranno aggiornati alla nuova numerazione.
- Ritenuta del 20% sui compensi di lavoro autonomo
- DPR 600/1973, art. 25 — la ritenuta è a titolo d'acconto dell'IRPEF dovuta dal percipiente
- Ritenuta del 30% a titolo d'imposta sui compensi a soggetti non residenti
- DPR 600/1973, art. 25 comma 2
- Diritti d'autore: base ridotta al 75%, o al 60% per gli autori under 35
- DPR 600/1973, art. 25 — la riduzione corrisponde alla deduzione forfettaria dei costi prevista dall'art. 54 comma 8 TUIR
- Provvigioni: 23% sul 50% delle somme, ridotto al 20% della base per chi si avvale stabilmente di dipendenti o terzi
- DPR 600/1973, art. 25-bis — la base ridotta non è automatica: va chiesta con dichiarazione al committente
- Corrispettivi dovuti dal condominio per appalti e servizi: ritenuta del 4%
- DPR 600/1973, art. 25-ter
- Esclusione dalla ritenuta per chi applica il regime forfettario
- L. 190/2014, art. 1 comma 67 — i ricavi e i compensi non sono soggetti a ritenuta d'acconto, e il contribuente rilascia apposita dichiarazione
- Versamento da parte del sostituto entro il 16 del mese successivo, codice tributo 1040
- D.Lgs. 241/1997, artt. 17 e 18
Quanto pagherai tra imposta sostitutiva, contributi INPS e F24, sui tuoi ricavi e il tuo codice ATECO.
Il confronto sul netto in tasca, con i costi reali dentro. Capisci quando la flat tax smette di convenire.
Per chi ha una SRL: prelevare come compenso amministratore o come utile distribuito.
Il conto al contrario: parti dal netto che vuoi in tasca e scopri quanti ricavi servono.
Togli l'IVA da un totale o aggiungila a un imponibile, con tutte le aliquote.
Hai saltato una scadenza: sanzione ridotta e interessi sulle date esatte, coi codici tributo per l'F24.
Questo strumento ha finalità esclusivamente informative. I risultati sono stime indicative basate sulle aliquote 2026 di base e su un modello fiscale semplificato. Non costituiscono consulenza fiscale, tributaria o legale, né documento ufficiale. Le variabili reali (detrazioni personali, deduzioni specifiche, redditi cumulativi, addizionali regionali e comunali, situazioni particolari) possono modificare significativamente l'esito del calcolo. Prima di una decisione con impatto fiscale rilevante il calcolo va verificato sul tuo caso concreto. Scrivici se vuoi un parere sulla tua situazione specifica.