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— partite IVA in regime forfettario

Sai quanto pagherai prima di doverlo pagare?

Il forfettario è semplice da gestire e facile da sbagliare: si paga su un reddito calcolato con un coefficiente, non su quello che hai davvero guadagnato. Va bene finché i conti tornano — e quando smettono di tornare, quasi nessuno se ne accorge in tempo.

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— come funziona davvero

Non paghi sui tuoi guadagni. Paghi su una percentuale dei ricavi.

È il punto che genera più fraintendimenti. Nel forfettario l'imponibile si ottiene applicando ai ricavi incassati il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO — 78% per i professionisti, 86% per costruzioni e manifattura, 62% per gli intermediari del commercio, e così via fino al 40%. Su quel risultato, al netto dei contributi versati, si applica l'imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% nei primi cinque anni di nuova attività.

La conseguenza è che le tue spese reali non contano. Se il tuo coefficiente è 78% lo Stato presume che il 22% dei ricavi sia costo, e quello resta a prescindere: che tu abbia speso molto meno o molto di più. Finché spendi meno del forfait, il regime lavora per te. Quando cominci a spendere di più, paghi imposte su reddito che non hai.

— i tre momenti che contano

Quando il forfettario va rivisto.

Quando i costi reali superano il forfait

Non è una questione di fatturato: è il rapporto tra quello che spendi davvero e la quota che il coefficiente ti riconosce. Superata quella soglia, ogni euro di costo in più è un euro tassato senza motivo.

Dove si sbaglia: Confrontare i due regimi guardando solo le imposte. Vanno confrontati sul netto in tasca, sottraendo i costi reali da entrambi: altrimenti il forfettario vince sempre, sulla carta.

Coefficienti di redditività — L. 190/2014, allegato n. 4

Quando ti avvicini agli 85.000

Fino a 100.000 euro l'uscita decorre dall'anno successivo e c'è tempo per organizzarsi. Oltre, l'uscita è immediata con IVA dovuta dall'operazione che ha causato lo sforamento.

Dove si sbaglia: Accorgersene a dicembre. La proiezione va fatta a metà anno, quando emettere o rinviare una fattura è ancora una scelta e non un rimedio.

L. 190/2014, art. 1 commi 54-89

Quando non hai chiesto la riduzione contributiva

I forfettari iscritti alla Gestione artigiani e commercianti possono ottenere una riduzione del 35% dei contributi dovuti. È una domanda da presentare al cassetto previdenziale, con un termine preciso.

Dove si sbaglia: Darla per automatica. Non lo è, e chi salta il termine paga per intero un anno intero senza averlo deciso.

L. 190/2014, art. 1 comma 77 — su domanda

— domande frequenti

Quello che ci chiedono più spesso.

Il forfettario conviene sempre?
No, e il momento in cui smette di convenire dipende dai costi, non dai ricavi. Nel forfettario il reddito si determina applicando ai ricavi il coefficiente di redditività del tuo ATECO: le spese reali non abbattono l'imponibile ma escono comunque dal conto. Se i tuoi costi effettivi superano stabilmente la quota forfettizzata, stai pagando imposte su un reddito che non hai prodotto.
Cos'è la riduzione del 35% dei contributi e perché quasi nessuno la usa?
È una riduzione del 35% sui contributi dovuti dai forfettari iscritti alla Gestione artigiani e commercianti. Non è automatica: va chiesta con domanda al cassetto previdenziale, entro il termine previsto. Chi non la presenta paga per intero, e nella maggior parte dei casi non è che abbia scelto — semplicemente non sapeva di doverla chiedere.
Cosa succede esattamente se supero gli 85.000 euro?
Fino a 100.000 euro l'uscita dal regime decorre dall'anno successivo. Superata quella soglia l'uscita è immediata, con IVA dovuta a partire dall'operazione che ha determinato lo sforamento. È una differenza che vale molti soldi, e si decide spesso con l'ultima fattura dell'anno: emetterla a dicembre o a gennaio non è un dettaglio amministrativo.
Perché il mio F24 arriva sempre più alto del previsto?
Quasi sempre per gli acconti. L'imposta sostitutiva prevede acconti ripartiti a metà tra giugno e novembre, e i contributi seguono un calendario proprio: per artigiani e commercianti quattro rate fisse più gli acconti sull'eccedenza. Chi guarda solo l'imposta dell'anno si trova a versare, nello stesso anno, saldo più due acconti. Non stai pagando di più: stai pagando due anni sovrapposti.
Il forfettario va bene per affittacamere e B&B?
Sì, e con un vantaggio in più che spesso non viene sfruttato: per il codice ATECO 55.20.51 i contributi commercianti risultano dovuti a sola percentuale, senza la quota fissa sul minimale. Per una struttura piccola cambia sensibilmente il conto. Il nostro calcolatore gestisce già questa eccezione.
— gli altri calcolatori

I calcolatori danno il numero.

La decisione è un'altra cosa: se restare, se uscire, se conviene la SRL, quando emettere l'ultima fattura dell'anno. Se il tuo caso non entra nelle caselle di un calcolatore — e i casi veri raramente ci entrano — scrivici.

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