La tua situazione è più sfumata?
Detrazioni, redditi cumulativi, partita IVA da poco aperta, attività in transizione: il calcolatore copre il caso base. Per casi particolari serve un occhio umano.
Parlane con un consulente →Quello che ci chiedono più spesso.
Se il forfettario non deduce i costi, perché il calcolatore me li chiede?
Perché i costi li paghi comunque. Nel forfettario il reddito si determina applicando ai ricavi il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO, quindi le spese reali non abbattono l'imponibile — ma escono lo stesso dal conto corrente. Nel confronto sul netto in tasca vanno quindi sottratti da entrambi i regimi, altrimenti il forfettario sembrerebbe sempre vincere a parità di ricavi.
A che punto l'ordinario diventa più conveniente?
Non c'è una soglia di ricavi valida per tutti: dipende da quanto spendi. Il forfettario applica un'imposta sostitutiva del 15% (5% nei primi cinque anni di nuova attività) su una base forfettizzata; l'ordinario applica l'IRPEF a scaglioni — 23% fino a 28.000 euro, 33% fino a 50.000, 43% oltre — su ricavi meno costi effettivi. Il secondo scaglione era al 35% fino al 2025: la legge di bilancio 2026 l'ha portato al 33%, e questo sposta il pareggio un po' a favore dell'ordinario rispetto agli anni scorsi. Più alta è l'incidenza dei costi reali rispetto al coefficiente ATECO, prima l'ordinario recupera terreno. Il calcolatore mostra il punto di pareggio sui tuoi numeri.
Cosa succede se supero gli 85.000 euro di ricavi?
Fino a 100.000 euro l'uscita dal regime scatta dall'anno successivo; superata quella soglia l'uscita è immediata, con IVA dovuta dall'operazione che ha determinato lo sforamento. Cambia tutto: obblighi IVA, contabilità, determinazione analitica del reddito. Se sei vicino alla soglia il calcolo da fare non è più solo forfettario contro ordinario, ma anche se abbia senso valutare una SRL.
Il confronto tiene conto dei contributi previdenziali?
Sì, ed è la voce che ribalta più spesso il risultato. Per gli iscritti alla Gestione separata si applica il 26,07% (24% per chi è già iscritto a un'altra gestione previdenziale obbligatoria o è pensionato), entro il massimale contributivo di 122.295 euro. Per artigiani e commercianti c'è invece una quota fissa sul minimale di reddito, più le percentuali sull'eccedenza a scaglioni. Sono meccanismi diversi e incidono in modo diverso sui due regimi.
Ogni valore usato dal calcolatore ha una fonte. Se un provvedimento cambia le aliquote, cambiamo il calcolatore e aggiorniamo questa data.
Dal 1° gennaio 2027 il testo unico delle imposte sui redditi sarà quello approvato con il D.Lgs. 117/2026, che sostituirà il DPR 917/1986: i riferimenti agli articoli del TUIR indicati qui sotto verranno aggiornati alla nuova numerazione.
- Regime forfettario, soglia e cause di esclusione
- L. 190/2014, art. 1 commi 54-89
- Coefficienti di redditività per codice ATECO
- L. 190/2014, allegato n. 4 — i gruppi sono quelli della classificazione ATECO 2007, che resta il riferimento per il coefficiente finché non viene approvata una tabella costruita su ATECO 2025: si guarda l'attività corrispondente nella vecchia classificazione anche a chi il codice è stato riclassificato
- Scaglioni e aliquote IRPEF del regime ordinario
- TUIR, DPR 917/1986, art. 11 comma 1 — il secondo scaglione è al 33% dal 1° gennaio 2026, sostituito al precedente 35% dalla legge di bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1 comma 3)
- Contributi artigiani e commercianti: minimale e aliquote a scaglioni
- Circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 — commercianti 24,48% e fisso 4.611,64 €, artigiani 24% e fisso 4.521,36 €
- Gestione separata: aliquote e massimale contributivo
- Circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026
- Detrazione per redditi di lavoro autonomo, applicata al regime ordinario
- TUIR, DPR 917/1986, art. 13 comma 5 — 1.265 € fino a 5.500 € di reddito complessivo, poi decrescente fino ad azzerarsi a 50.000 €. Non è una detrazione personale: spetta a chiunque produca quel reddito
- Addizionali regionali e comunali
- Stimate a un valore medio: dipendono dal Comune di residenza
Il conto al contrario: parti dal netto che vuoi in tasca e scopri quanti ricavi servono.
Quanta IVA restituisci entrando nel forfettario, o recuperi uscendo: quinti, decimi e rimanenze.
Quanto pagherai tra imposta sostitutiva, contributi INPS e F24, sui tuoi ricavi e il tuo codice ATECO.
Per chi ha una SRL: prelevare come compenso amministratore o come utile distribuito.
Dal lordo al netto e al contrario: quanto fatturare per incassare la cifra concordata, con rivalsa e IVA.
Togli l'IVA da un totale o aggiungila a un imponibile, con tutte le aliquote.
Questo strumento ha finalità esclusivamente informative. I risultati sono stime indicative basate sulle aliquote 2026 di base e su un modello fiscale semplificato. Non costituiscono consulenza fiscale, tributaria o legale, né documento ufficiale. Le variabili reali (detrazioni personali, deduzioni specifiche, redditi cumulativi, addizionali regionali e comunali, situazioni particolari) possono modificare significativamente l'esito del calcolo. Prima di una decisione con impatto fiscale rilevante il calcolo va verificato sul tuo caso concreto. Scrivici se vuoi un parere sulla tua situazione specifica.