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— tool gratuito · art. 3 codice della crisi · 2026

Gli assetti si
dimostrano, non si dichiarano.

I quattro segnali del comma 4 con le soglie di legge, la sostenibilità del debito a dodici mesi e gli indicatori di squilibrio. Separati, perché solo i primi sono scritti in norma.

01 · lo stato patrimoniale
Le riserve escludono capitale sociale e utile d'esercizio: servono allo Z-score, dove misurano quanto l'impresa ha accumulato per conto suo.
02 · il conto economico e il debito
L'art. 3 chiede la sostenibilità dei dodici mesi successivi. Se qui metti il consuntivo dell'anno chiuso stai misurando un'altra cosa, e la stai misurando guardando indietro.
03 · i segnali del comma 4
04 · i creditori pubblici qualificati — art. 25-novies
La soglia della riscossione dipende dalla forma giuridica: per il caso impostato è € 500.000. Per l'INPS con dipendenti servono entrambe le condizioni — oltre il 30% dei contributi dell'anno prima e oltre € 15.000.
05 · l'esito
Segnali del comma 4 attivi
0 su 4
0 indicatori in squilibrio, 2 in attenzione
Z-score di Altman (Z′)
1,74
area grigia
Nessun segnale del comma 4 e nessun indicatore in squilibrio, ma 2 in zona di attenzione. Il presidio va comunque verbalizzato con periodicità: l'adeguatezza degli assetti si dimostra con la continuità, non con una fotografia.
06 · i segnali, uno per uno
Segnale di leggeLa tua misuraSogliaEsito
a) Retribuzioni scadute da 30+ giorni0,0% del monte mensileoltre la metà del mensilesotto soglia
b) Fornitori scaduti da 90+ giorni€ 140.000 contro € 310.000superiore al non scadutosotto soglia
c) Esposizioni bancarie scadute o sconfinate da 60+ giorni3,2% del totalealmeno il 5%sotto soglia
d) Esposizioni verso creditori pubblici qualificati (art. 25-novies)nessuna sopra sogliariscossione oltre € 500.000sotto soglia
Questi quattro sono scritti in legge, con numeri esatti: art. 3 comma 4 e art. 25-novies comma 1 del Codice della crisi.
07 · gli indicatori di squilibrio
IndicatoreValoreSogliaEsito
Patrimonio netto€ 520.000positivonella norma
DSCR a 12 mesi1,11≥ 1,00attenzione
PFN / EBITDA2,66x≤ 3,0xnella norma
Liquidità corrente1,17≥ 1,00nella norma
Patrimonializzazione21,7%≥ 20%nella norma
Oneri finanziari / EBITDA18,2%≤ 30%nella norma
Z-score di Altman (Z′)1,74≥ 2,90attenzione
Queste soglie non sono di legge: sono riferimenti di prassi. L'art. 3 chiede squilibri «rapportati alle specifiche caratteristiche dell'impresa», quindi vanno discusse e tarate sul settore prima di scriverle in un verbale.

Il check-up fotografa un istante; la sostenibilità la si vede sul calendario dei pagamenti, e per quella c'è il budget di tesoreria a 13 settimane. Se invece il tema è quanto vale la società, la valutazione con i flussi attualizzati.

— lo stesso conto, in un foglio di calcolo
Check-up art. 3 CCII, versione foglio

Celle gialle da compilare, tutto il resto calcolato con formule vere — nessun valore incollato — e un foglio di istruzioni che dice, campo per campo, dove prendere il dato. Serve quando il conto va portato a un cliente, a un socio o in banca, e deve restare aperto e verificabile.

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— domande frequenti

Quello che ci chiedono più spesso.

Cosa chiede davvero l'art. 3 del Codice della crisi?

Chiede tre cose all'imprenditore, e sono cose diverse fra loro. Primo: dotarsi di assetti che permettano di rilevare gli squilibri patrimoniali ed economico-finanziari. Secondo: verificare la sostenibilità del debito almeno per i dodici mesi successivi, cioè in prospettiva e non a consuntivo. Terzo: intercettare i quattro segnali del comma 4. La norma non impone un indicatore particolare, ma impone che il monitoraggio ci sia e sia documentabile: l'adeguatezza degli assetti si dimostra con la continuità della verifica, non con una fotografia scattata quando le cose vanno male.

Perché il DSCR va calcolato in prospettiva e non sull'anno chiuso?

Perché l'art. 3 parla espressamente della sostenibilità «dei debiti almeno per i dodici mesi successivi». Se al numeratore metti il flusso dell'esercizio appena chiuso e al denominatore le rate già pagate, ottieni un rapporto che descrive il passato: può essere ottimo l'anno prima di un rimborso bullet che ti travolge. Il numero che serve è il flusso operativo atteso nei prossimi dodici mesi diviso per capitale e interessi che scadono negli stessi dodici mesi.

I segnali del comma 4 significano che l'impresa è in crisi?

No, e la distinzione è sostanziale. I segnali non sono una diagnosi di crisi: fanno scattare l'obbligo di attivarsi. La norma li usa come innesco, perché sono fatti oggettivi e verificabili — retribuzioni scadute, fornitori scaduti, sconfinamenti bancari, esposizioni verso i creditori pubblici qualificati. Un'impresa può avere un segnale attivo ed essere perfettamente sana; ma se lo ignora, e più tardi la crisi arriva, l'assenza di reazione è quello che verrà contestato agli amministratori.

Le soglie degli indicatori sono di legge?

No, e questo strumento le tiene separate apposta. I quattro segnali del comma 4 e le soglie dell'art. 25-novies — quelle di INPS, INAIL, IVA e riscossione — sono scritte in legge, con numeri esatti, e qui sono riprese dal testo vigente. Gli indicatori invece (DSCR, PFN/EBITDA, liquidità corrente, patrimonializzazione, oneri su EBITDA, Z-score) sono riferimenti di prassi: l'art. 3 chiede squilibri «rapportati alle specifiche caratteristiche dell'impresa», quindi vanno tarati sul settore prima di finire in un verbale.

Cos'è lo Z-score e perché usate la versione Z′?

È un indice sintetico che combina cinque rapporti di bilancio in un unico numero per stimare la probabilità di insolvenza. La versione originale di Altman era calibrata su società quotate e usa il valore di mercato del capitale, che una SRL non ha. La versione Z′ del 1983 sostituisce quel dato con il patrimonio netto contabile e ha coefficienti e soglie propri: area di sicurezza sopra 2,90, area grigia fra 1,23 e 2,90, area di rischio sotto. Usare le soglie del modello per quotate (2,99 e 1,81) su una società non quotata sposta l'esito, ed è un errore che si vede spesso.

Basta questo per dire che gli assetti sono adeguati?

No. Questo è un calcolo, e l'adeguatezza degli assetti è un'organizzazione: procedure scritte, dati aggiornati con periodicità definita, un flusso informativo verso l'organo di controllo, e la tracciabilità di quando un segnale è emerso e cosa si è fatto. Lo strumento serve a produrre il numero e a mettere in fila i segnali; il presidio è il fatto che quel numero venga rifatto ogni trimestre e verbalizzato.

— da dove vengono questi numeri
aggiornato a settembre 2026 · metodo

Ogni valore usato dal calcolatore ha una fonte. Se un provvedimento cambia le aliquote, cambiamo il calcolatore e aggiorniamo questa data.

Dal 1° gennaio 2027 il testo unico delle imposte sui redditi sarà quello approvato con il D.Lgs. 117/2026, che sostituirà il DPR 917/1986: i riferimenti agli articoli del TUIR indicati qui sotto verranno aggiornati alla nuova numerazione.

Obbligo di assetti adeguati alla rilevazione tempestiva della crisi
D.Lgs. 14/2019 (Codice della crisi), art. 3 — commi 1, 2 e 3
Verifica della sostenibilità dei debiti per i dodici mesi successivi
D.Lgs. 14/2019, art. 3 comma 3 lett. b)
I quattro segnali per la previsione della crisi
D.Lgs. 14/2019, art. 3 comma 4 — retribuzioni scadute da 30 gg oltre metà del monte mensile; fornitori scaduti da 90 gg superiori al non scaduto; esposizioni bancarie scadute o sconfinate da 60 gg pari ad almeno il 5% del totale; esposizioni verso i creditori pubblici qualificati
Soglie delle segnalazioni dei creditori pubblici qualificati
D.Lgs. 14/2019, art. 25-novies comma 1 — INPS oltre 90 gg per oltre il 30% dei contributi dell'anno precedente e oltre 15.000 € con lavoratori, oltre 5.000 € senza; INAIL premi scaduti da oltre 90 gg sopra 5.000 €; IVA da LIPE non versata sopra 5.000 € e almeno il 10% del volume d'affari, in ogni caso sopra 20.000 €; carichi affidati alla riscossione scaduti da oltre 90 gg sopra 100.000 € (imprese individuali), 200.000 € (società di persone), 500.000 € (altre società)
Testo degli artt. 3 e 25-novies come modificati dal correttivo-ter
D.Lgs. 136/2024 — testo vigente verificato su normattiva.it il 1° settembre 2026
Z-score per società non quotate (modello Z′)
E. I. Altman, revisione 1983 — coefficienti 0,717 · 0,847 · 3,107 · 0,420 · 0,998, soglie 2,90 e 1,23. Non è una fonte normativa: è uno strumento di prassi
— gli altri calcolatori
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Questo strumento ha finalità esclusivamente informative. I risultati sono stime indicative basate sulle aliquote 2026 di base e su un modello fiscale semplificato. Non costituiscono consulenza fiscale, tributaria o legale, né documento ufficiale. Le variabili reali (detrazioni personali, deduzioni specifiche, redditi cumulativi, addizionali regionali e comunali, situazioni particolari) possono modificare significativamente l'esito del calcolo. Prima di una decisione con impatto fiscale rilevante il calcolo va verificato sul tuo caso concreto. Scrivici se vuoi un parere sulla tua situazione specifica.